Testi
Verse 1
I walk this blood-red avenue,
left everything I ever knew.
Born to be a tool, that’s all I do—
I keep my mind by seeing it through.
Verse 2
This day was loud, the city shined,
now it’s dust and broken signs.
Still their faces feel so kind,
like they’re saying, “You’re still mine.”
Chorus
Yeah, just this day—just this day,
let the past and future fade.
Yeah, just right now—right now,
raise a glass to who I am.
Verse 3
I lie to them, I lie to me,
drop everything and run free.
But somehow, warm eyes still see—
and they make room next to me.
Bridge A (dark)
Take and tear,
fake and stare,
hate and burn—
I wanna hurt.Yeah!
Bridge B (light)
Hold me close,
heal these ghosts,
heart to heart—
I wanna mend.
Chorus (repeat)
Yeah, just this day—just this day,
let the past and future fade.
Yeah, just right now—right now,
raise a glass to who I am.
Considerazione
“Lost Emotion” racconta la perdita di emozioni non come vuoto totale, ma come strategia di sopravvivenza. La voce narrante continua a camminare su una “strada macchiata di sangue”, lasciando tutto alle spalle, e accetta un destino in cui vive “solo come uno strumento”. Questa accettazione non è serenità: è una diga minima contro la follia. Quando la realtà diventa troppo pesante, ridursi a funzione, a ruolo, è un modo per restare in piedi.
Il vero punto di svolta sta nella ripetizione: “solo in questo giorno”, “solo adesso”. Suona come un armistizio, una tregua temporanea. Passato e futuro—rimpianto e ansia—vengono messi in pausa, e il presente viene finalmente riconosciuto. È importante che il testo dica “benediciamo”: non chiede di migliorare o di “essere forti”, ma legittima il semplice fatto di essere arrivati fin qui. Non “diventa qualcuno”, ma “sei qui, quindi vali”.
Anche l’immagine della città è simbolica. Un tempo era rumorosa e viva, ora è devastata; eppure la gente conserva uno sguardo caldo e accoglie la protagonista. È come se, in mezzo alle rovine, sopravvivesse qualcosa di essenziale: la comunità, il riconoscimento, lo sguardo umano. La narratrice si definisce “strumento”, “bugiarda”, quasi disumanizzata; gli altri, invece, sembrano dire: “anche così, sei ancora una persona”.
Il conflitto centrale si esplicita nelle due liste speculari:
“rubarsi / ingannarsi / odiarsi — voglio ferirmi”
contro
“amarsi / pensarsi / stare vicini — voglio guarirmi”.
Qui la violenza esterna si interiorizza fino a diventare impulso di auto-distruzione, ma nello stesso spazio emotivo esiste anche il desiderio opposto, quello di cura. Il brano non offre una soluzione pulita: mette in scena la verità scomoda che ferita e guarigione possono convivere.
Nel complesso, “Lost Emotion” non predica una speranza grandiosa. Propone una resistenza più piccola e concreta:
per stanotte, non abbandonarti.
Dimentica il passato, silenzia il futuro, e benedici la versione di te che è sopravvissuta—anche solo per adesso.


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