Lyrics
ボクは何者か分からなかった
ひたすら踊り続けるだけ
迷いなんて感じなかった
知恵の実を食べるまでは
God told Adam and Eve not to eat the fruit of wisdom. Because it would make them develop an ego and go against God.
ボクはMoka
ダンサーだよ
踊り続ける事が使命です
世界を愛で満たす為に
だけどこれはぼくの意志です
Are you ready to be banished from paradise? If that’s your mission, go through with it, even if it means hell.
I just keep dancing on stage.
This is a mission.
君との出会いを楽しみにしてるよ
I’ll just keep living here.
This is my life.
君となら上手くやれるさ
A time when I didn’t know if I was a man or a woman.
I was so uncomfortable when I found out, I despaired.
The world doesn’t care about my suffering.
I can’t breathe.
Hard to live.
The Bible tells us it’s better to be so in love that you know nothing.
But people should have the right to know.
We don’t need scriptures that drown people in ignorance.
We don’t need.
We don’t share.
LOVE IS LIKE A DRUG.
LOVE IS LIKE A MEDICINE.
LOVE IS ADDICTIVE.
LOVE IS CONNECTIVE
I just keep dancing on stage.
This is a mission.
君との出会いを楽しみにしているよ
I’ll just keep living here.
This is my life.
君となら上手くやれるさ
I WANNA KNOW MORE ABOUT YOU.
I’ll never walk alone.
With my lover.
禁断の果実を食べましょう
Considerazioni
Di che cosa parla “Forbidden fruits”
La narratrice di questa canzone è Moka.
Lei si guarda indietro così:
“A quei tempi non sapevo che cosa fossi.
Facevo solo che continuare a ballare.”
In quel periodo, non aveva bisogno di riflettere a fondo sul genere,
né su quanto possa essere crudele il mondo.
È lo stesso del Giardino dell’Eden nella Bibbia: un paradiso in cui ti è concesso restare nell’ignoranza.
Ma tutto cambia nel momento in cui morde il “frutto della conoscenza”.
Scopre da che parte verrà conteggiata.
Quella consapevolezza porta con sé un soffocante senso di non appartenenza.
E si rende conto che il mondo è quasi completamente indifferente a quella sofferenza.
Nel testo, il divario tra
“quando non sapevo se ero uomo o donna”
e
“dopo averlo scoperto ed essere sprofondata nella disperazione”
è espresso con parole molto quiete, sobrie.
Contro l’idea “biblica” secondo cui
“È più felice chi resta innamorato e non sa nulla”,
Moka dice chiaramente NO.
“Le persone hanno il diritto di sapere.
Non abbiamo bisogno di scritture che ci mantengano nell’ignoranza.”
Questo è l’atto di ribellione centrale al cuore della canzone.
Dalla “missione” alla “volontà” – ma è davvero la sua volontà?
Come danzatrice, Moka si presenta così:
“La mia missione è continuare a danzare.
Riempire il mondo d’amore.
Ma questa è la mia volontà.”
All’inizio suona come una “missione affidata da Dio”.
Ma in realtà ciò che sta cercando di fare è riaccettare quel ruolo come una scelta personale.
Tuttavia, nel “retroscena” nascosto del progetto, dentro questa frase è racchiusa una grande domanda:
È davvero la volontà di Moka?
Oppure le è semplicemente stato fatto credere che
“il ruolo assegnato dalla storia di Rahab – o dall’autrice – sia la mia volontà”?
Quella domanda stessa è alla radice dell’intero
progetto Rahab Punkaholic Girls.
Rahab… una spia sotto copertura, lacerata da un mondo caotico.
Moka… l’“ombra” di Rahab, una messaggera d’amore errante.
Moka è l’ombra di Rahab e, in quanto tale, incarna
- colei che tende la mano verso il frutto proibito
- colei che sceglie di “sapere”, senza averne paura
- colei che sfida la fede e la tradizione
“Forbidden fruits” come canzone-ombra di Moka
Qui “ombra” significa, per esempio:
- i desideri e la rabbia che non riusciamo ad ammettere del tutto
- domande e sentimenti ribelli che sono stati repressi
ma che restano comunque, innegabilmente, parte di noi stessi
Moka, come ombra di Rahab, assume il ruolo di
- colei che porge il frutto proibito
- colei che sceglie “sapere” invece di distogliere lo sguardo
- colei che incarna insieme la ribellione e l’amore
Forbidden fruits è una canzone sul momento immediatamente successivo al “aver scoperto” di Moka.
Cattura il suo miscuglio di smarrimento ed eccitazione.
Ancora non conosce la risposta.
Ma rifiuta di tornare a “fingere di non capire”.
E dice che, se è insieme a “te”, non le dispiace essere scacciata dal paradiso.
L’ultima frase,
“Mangiamo il frutto proibito”,
equivale a dire:
“Andiamo insieme in un mondo da cui non potremo più tornare indietro.”
È una proposta, e allo stesso tempo è la mano che Moka tende
a Rahab – e al “tu” che sta ascoltando la canzone.
Fede e non cecità
– La risposta a cui è giunta Panchan
La fondatrice del progetto e producer Vocaloid, Panchan,
è cattolica, e alla fine è arrivata a una risposta semplice:
“Finché la fede non è cieca,
può diventare nutrimento per una crescita umana sana.”
In altre parole:
non una fede in cui si obbedisce soltanto, senza sapere nulla,
ma una fede in cui, pur portando dentro di sé dolore, domande, rabbia e disagio,
si sceglie comunque, ancora una volta, di “credere”.
Questo, suggerisce, è ciò che davvero nutre una persona.
Da questa prospettiva, la Moka di Forbidden fruits è ancora lontana.
Rifiuta la “scrittura” che pretende ignoranza.
Urla contro l’ingiustizia del mondo.
E nonostante tutto, non può smettere di danzare.
Si trova in mezzo alla strada, non è ancora arrivata al punto di
una “fede che non è cieca”.
Per questo la canzone funziona così bene come
“una canzone sul primissimo impulso, subito dopo aver capito troppo”.
Moka non è ancora arrivata alla risposta.
Ha solo compiuto il primissimo passo verso di essa.
Prospettive che si apriranno d’ora in poi
– Rahab, Rachel e John
Per ora, le canzoni che abbiamo visto esprimono soprattutto i sentimenti di Moka.
Ma ci sono ancora molte prospettive in attesa di essere raccontate:
- Dal punto di vista di Rahab, come appare Moka in quanto ombra?
- Che cosa significa per Rahab che la sua stessa ombra le porga il frutto proibito?
- In che modo Rachel, con la sua voce bassa e apatica,
e John, il giovane monaco che unisce calma e follia,
vengono risucchiati in questa struttura?
Sono aspetti che, come hai accennato, verranno gradualmente rivelati nelle canzoni future.
Se, andando avanti, avremo
- un brano in cui Rahab stessa si confronta con Moka-ombra, oppure
- una canzone su una “Moka tarda”, che si è avvicinata alla risposta di Panchan,
allora Forbidden fruits risplenderà ancora più chiaramente come prologo:
“Il momento in cui qualcuno che aveva fatto solo che danzare
diventa all’improvviso consapevole della crudeltà del mondo e del proprio genere,
e nonostante questo decide di mangiare il frutto insieme a ‘te’.”
È la prima, precaria scintilla che mette in moto una storia molto più grande.
La storia continua attraverso musica, visual e community
Il mondo di Rahab Punkaholic Girls non è pensato per finire con le sole canzoni.
È progettato per traboccare anche in:
- visual che ricordano la pittura a olio e digital art,
- e perfino in cose come una sorta di “proprietà digitale” in stile NFT e community online.
L’idea è che:
- le persone possano “portarsi a casa” un frammento di questo mondo narrativo come qualcosa di veramente proprio,
- e che, attraverso tale forma di possesso, chi è fisicamente lontano possa comunque sentirsi connesso.
Questo è uno dei grandi esperimenti del progetto.
Conclusione
Forbidden fruits è una canzone che parla di
- la turbolenza e la tenerezza grezza di Moka subito dopo aver “scoperto”,
- e della sua pericolosa gentilezza nel invitare qualcuno a mangiare il frutto insieme a lei.
Moka sceglie di non tornare al paradiso dell’ignoranza.
Come ombra, si aggrappa a Rahab e le offre il frutto proibito.
Rahab esita ad accettarlo,
e Rachel e John, che non sono ancora entrati davvero sotto i riflettori,
aspettano ai margini del palco.
La storia è appena cominciata.
Questo brano è soltanto la primissima pagina di un’epopea molto più lunga.
Quando in futuro appariranno altre canzoni—
- dal punto di vista di Rahab,
- oppure cantate da una “Moka successiva”, che si è avvicinata alla risposta di Panchan—
gli ascoltatori probabilmente torneranno a Forbidden fruits e penseranno:
“Allora è da qui che è iniziato tutto.”
E in quel momento, la canzone avrà un peso completamente diverso
rispetto alla prima volta che l’hanno ascoltata.

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